Gli esami del sangue per la rivoluzione

Un ampio soggiorno con angolo studio. Sul tavolo la luce è accesa, Rodolfo, uomo maturo è seduto con la testa rivolta al soffitto e medita ad alta voce:

R – Il tempo separa, il vento unisce.

Oppure il pensiero distingue e il vento spariglia?           (suona il campanello)

Faccio così: l’essenza del vento non è unire, ma spargere.

Già, è il pensiero che distingue.

             Eppure sono qui.

   Scrivo o penso con l’ardore di chi ha dubbi,                         (suona il campanello)

             Ci trovo ansia e piacere.

Rumore di chiavi, porta si apre e richiude con rumore.              Protestando entra Mimì.

M – Rodolfo, ma non hai sentito, ho suonato due volte. Potevi aprirmi.

R- Non ho sentito, credimi. Cercavo di scrivere su come i giorni scorrono, in modo uguale. Lenti o veloci e come, invece, li sentiamo. E il vento spinge avanti i giorni?

M – Sarebbe molto meglio usare questi giorni per andare a fare gli esami del sangue. Ne hai bisogno per sapere come sono i valori. Potresti iscriverti ai “donatori di sangue”, staresti meno, incontreresti altre persone. 

R – Certo, ma non so dove sono questi presìdi per donare il sangue.

M – Dio, ti perdi in nulla, chiedi a quelli della chiesa, loro sanno.Schermata-12-2458110-alle-16.02.16-e1513954978710R – Vedrò. Come dicevo, stavo pensando su come il vento spinge le cose, comprese le idee. E mi son perso a seguire i concetti capaci di formare il “vento della rivoluzione”. Ho individuato un luogo, semplice funzionale, dove è possibile che questa possa prendere forma e forza: la lavanderia. Sì. La nuova rivoluzione si farà nelle lavanderie a secco e automatiche. Sono loro oggi gli unici luoghi d’incontro e socializzazione più genuini. Porti lo sporco, riparti con il pulito. Nessuno esce scontento, nessuno si aspetta altro. Niente sovrastruttura, sei gratificato dal sapere che metterai la camicia pulita.

La lavanderia, vedi, permette a tutti di stare bene con se stessi. Funzionerà.

M – Va bene attendiamo la rivoluzione in lavanderia, intanto ho saputo che giù alla fabbrica dei termosifoni chiudono il reparto presse… dove lavoravi anche tu.

lavanderia.jpg

R – Certo ho sempre fatto l’operaio lì e altrove. Ma se non producono più bisognerebbe sapere il perché? Le stagioni sono le stesse, a ottobre si accendono i riscaldamenti e loro partono silenziosi …

M – Non ci sono più i soldi di anni fa, le cose cambiano. Il vento è cambiato. Così vogliono… o ci dicono.

R – Anche il riscaldamento? Eh, sì. Facile chiudere la produzione dei termosifoni, mettere le persone nei call-center, mandarli a formarsi teoricamente sulla “sicurezza” con la speranza che serva a trovare un nuovo lavoro e già sai che non sarà così.

M – Hanno anche detto che è stata spenta la luce del faro e tu che fai?

                                                      (canticchiando insieme)

R – Eh eh. * Chi cosa faccio? Scrivo.

M – Ma per fortuna, è una notte di luna, e qui la luna… l’abbiamo vicina.

R – *…per sogni e per chimere … e castelli in aria.

M*…, ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto si dileguar! 
R*Ma il furto non m’accora, poiché v’ha preso stanza… la speranza! 

dav

R – Però non è mai bene spegnere la luce del faro. Come faranno a trovare un approdo? Certo è strana questa società dei consumi che chiude la fabbrica della ghisa e vende abbonamenti a linee telefoniche, energia elettrica e altro telefonandoti a casa offrendo differenze inutili. Anzi se accetti hai già perso perché, alla fine, nessuno ci capisce nulla e il totale deve dare sempre la stessa cifra. Ma c’è chi crede di risparmiare. Ecco, vedi perché l’abito pulito è onesto. Non ti frega.

Ecco anche perché scrivo, per chi leggerà. Non importa quando e in quale momento di questo tempo avvelenato.

Forse dalle lavanderie ciò che si teorizza è meno di quanto si crede.

M – Immagina, se l’immaginato corrispondesse al reale?

R – Forse a qualcuno accade così. Certamente non sarebbe colui che nella notte spegne la luce del faro e chiude la produzione dei termosifoni. Il faro è amico del vento, sa che per essere visto deve stare esposto e il vento… corre, asciuga, porta via, cambia l’aria.

O forse tutto sarà fatto dalle voci di altri bisogni?

Ah, troppe domande. Ci vuole una rivoluzione che parta dalle lavanderie.

M – Intanto però sarebbe meglio se tu approfittassi di questi giorni per andare a “fare gli esami del sangue”.

* citazione da: Che gelida manina (La Boheme – Puccini)

Annunci

2 pensieri su “Gli esami del sangue per la rivoluzione

  1. Pingback: Gli esami del sangue per la rivoluzione – ⓄⓉ friulimultietnico🇦🇹 🇸🇮 🇮🇹

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...