2. Chavrûi · magica è la notte

Il punto: Vaniglio – un pescatore di Monfalcone – ha promesso a un pesce – lo storione Rubino – di cercare il significato raffigurato nell’immagine di una vecchia cartolina giunta dal fiume fino al mare.

In ogni luogo ci sta un punto dove s’incontrano fatti apparentemente distanti e diversi tra loro. Solo in quel punto, in quel luogo, accadono fatti molto particolari. Forti come un distillato e dolci come il sambuco. Vicende dai contorni increduli, come questa che voglio raccontarvi, avvenuta non so quando, in un luogo chiamato Stella.

Seconda parte – Personaggi: il pescatore Vaniglio, un montanaro poco loquace, la vecchia Lena con il suo magico narrare.

Scena: sul calar della sera, nella borgata abbandonata di un luogo chiamato Stella.

Era sera quando Rubinio giunse, non senza difficoltà, in quel posto tanto cercato privo di locanda e senza un ristoro. Guidava adagio lungo la stradina tortuosa salendo verso alcune case. Fortuna volle che un tale, incuriosito dal rumore inatteso dell auto, uscì a curiosare. E Vaniglio si fermò chiamandolo a sè mostrandogli la cartolina datagli dal pesce Rubinio e chiedendogli se il luogo raffigurato fosse Stella.

L’uomo osservò la cartolina esprimendo subito una reazione di chi riviveva situazioni note, poi sussurrò un chiaro sì. Sottolineato da ripetuti cenni di capo.

Vaniglio chiese se poteva dirgli di più, in particolare sui caprioli di legno che svettavano sul poggio. Il vecchio scosse di nuovo il capo dicendogli che erano soltanto vecchie leggende, storie che si raccontavano ai bambini. Al pescatore non bastava, sentiva che c’era dell’altro e insistette. Allora l’uomo gli indicò una casa del borgo dove abitava la vecchia Lena e disse: – Venga l’accompagno, se la riceve, quella donna sa le storie di tutti.-

Insieme salirono alla casa di Lena, il montanaro disse alcune cose alla vecchia usando la parlata del luogo. La donna annuì. Il suo compito lo aveva fatto, si fece da parte accomiatandosi lasciando lo spazio a un Vaniglio sempre più smanioso di conoscenza.

Lena lo accomodò su una sedia presso al tavolo dove c’era la lampada. Lui le diede la cartolina e la donna, nel vederla, ebbe un fremito di meraviglia mentre un sorriso cercava di affiorare tra quelle antiche labbra.

Già, la notte magica dei caprioli. Tutti quelli che conoscono la storia non ci hanno mai creduto. Peccato. Ma lei è qui per questo? – commentò chiese Lena.

– Sono qui per questo. – Rispose soddisfatto Vaniglio.

La vecchia spostò un attimo la luce sul volto dell’uomo. Si guardarono negli occhi, poi lasciò la lampada ondeggiare mentre si alzò per posare sul tavolo il bollitore fumante, con due tazze.

regina-2

-Ecco, questa tisana aiuta a far capire storie molto particolari.  Sono vecchia e i fatti dei caprioli, li ho saputi direttamente dalla voce della Regina del Castagno. Era stata lei a far sì che tutto si avverasse.

Per me era una fata, con il viso dolce e l’abito turchino. Per altri, invece, era la strega nera del pozzo, con il cappello felpato e una catena chiodata. E per quei tanti che non sanno vedere, perché badano solo all’apparenza, sono soltanto inutili fantasie buone per i più piccoli. Caro signore venuto dal mare, lei veda la regina, la strega o il nulla. Ma quel che le dirò, qui c’è stato!

Ci fu un tempo in cui i nostri caprioli furono minacciati da coloro che decisero – per ragioni di sviluppo – di trasferirli tutti, giovani e validi, da questo monte in altro luogo. Per fare quel lavoro incaricarono dodici esperti bracconieri che in soli nove giorni dovevano compiere l’opera senza lasciare nessuna traccia. Dovevano mettere su sette carri le bestie giovani, tenersi il resto e qualcosa d’altro potesse essere di loro interesse.

Flauto Magico dfi Mozart, bozzetto di Max Slevogt del 1920-1.jpgFu grazie al giovane Domenico, il figlio del locandiere giù nella piana, che quassù arrivò la notizia. Il ragazzo amava trascorrere ore nei boschi e con il suo flauto provava semplici melodie. Io, lo incontravo sempre e l’ho anche sorpreso a parlare con un capriolo. Fu lui a dare l’allarme, sulle intenzioni decise altrove. Qui però non ci stavano più uomini forti, erano emigrati e non si sapeva come fare. Fu allora che Domenico corse nel bosco, suonando il flauto chiamò un capriolo al quale gli spiegò ogni cosa e gli ordinò di spargere la voce in ogni dove e di convocare quassù tutti gli animali a  per decidere cosa e come difendersi.

Quella notte in tutti i boschi ci fu movimento. Nessuno dormì, pure gli alberi dondolavano le fronde per diffondere la notizia. L’indomani mattina, nel prato detto del Sasso di luna, dove ci stava anche un pozzo molto profondo, migliaia di animali erano presenti. C’erano cinghiali, lepri, volpi, tassi, martore, tutti i caprioli, qualche capra e pure gli uccelli: falchi, poiane, civette, gufi, un picchio, le allodole, gli usignoli.

Altri animali erano saliti dal piano, alcuni giunti da molto lontano e la cosa più speciale e meravigliosa era proprio che, attraverso il pozzo, erano arrivati anche i pesci. Trote, salmoni, granchi, anguille e altri mai visti, giunti addirittura dal mare.

Annunci

2 pensieri su “2. Chavrûi · magica è la notte

  1. Pingback: 2. Chavrûi · la notte magica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...