3. Chavrûi · solidale riscossa

Il punto: il pescatore Vaniglio, ha promesso al pesce Rubino di cercare il significato raffigurato in una vecchia cartolina giunta dal fiume fino al mare. Il pescatore ricerca e trova il corso d’acqua e il paese da dove tutto era iniziato: Stella. Verso sera giunse al paese, incontrò un raro signore capace di ascoltarlo e seppur scuotendo la testa accompagnò Vaniglio dalla signora Lena. Colei che sa ogni cosa. Così la vecchia, capite le buone intenzioni dell’uomo, decise di raccontargli quanto pure a lei era stato una volta narrato.

Si seppe del provvedimento di scacciare i caprioli dal monte e di cosa sarebbe accaduto. I caprioli andarono a chiedere aiuto alla regina del Castagno. Lei disse loro di chiamare tutti gli animali a raccolta, anche quelli lontani. Il mattino dopo arrivarono gli animali, anche i pesci del mare e si trovarono  nel prato vicino al sasso di luna dove c’è un pozzo profondo ancor oggi chiamato voragine. I caprioli spiegarono ogni cosa e ne avevano molte da dire.

In ogni luogo ci sta un punto dove s’incontrano fatti apparentemente distanti e diversi tra loro. Solo in quel punto, in quel luogo, accadono fatti molto particolari. Forti come un distillato e dolci come il sambuco. Vicende dai contorni increduli, come questa che voglio raccontarvi, avvenuta non so quando, in un luogo chiamato Stella.

Terza parte – Personaggi: il pescatore Vaniglio, la vecchia Lena e il suo magico narrare.

Scena: nei prati adornati dal bosco, presso il sasso di luna, migliaia di animali discutono come aiutare i loro compagni minacciati.

“Discussero a lungo su cosa e come fare. Non era facile. E fu proprio un pesce – poi seppi trattarsi di uno storione – a suggerire di andare dalla fata del luogo e chiederle di trasformarli tutti, solo per l’evenienza, in caprioli. L’idea piacque, formarono una delegazione dove tutti fossero rappresentati e andarono dalla regina del Castagno che li stava aspettando e sapeva ogni intenzione. Li ascoltò per ben capire quanto potente era quel pensiero di solidarietà e lo gradì molto in particolare da coloro che erano giunti da lontano, anche dal mare.

La regina decise che bisognava tornare sul prato dove c’erano gli animali perché le cose da dire non erano semplici e implicavano la loro individuale decisione. Giunti al luogo, lei salì sul sasso di luna affinché tutti la potessero vedere e sentire. Parlò usando parole capaci di raggiungere tutti quei cuori, e disse anche cosa sarebbe accaduto.

(La  signora Lena – narrante – prese un diario dove aveva scritto le esatte parole usate dalla regina del castagno. Come a lei le avevano tramandate).

– Poiché la causa è nobile e saggia posso farvi diventare tutti dei caprioli però, viste le regole naturali, il loro ritmo e il loro equilibrio, non è possibile fare la trasformazione solo per una porzione di tempo. Siete qui in molti e siete stati bravi, sappiate: chi di voi diventerà capriolo, ne avrà solo la forma, sarà fatto di legno e per sempre. Questo basterà a far fuggire i predatori di adesso e di domani. È giusto saperlo subito affinché ognuno scelga liberamente cosa fare. Chi deciderà di non partecipare non si sentirà escluso, perché avrà il compito di divulgare questo esempio di generosità in ogni dove. –

Gli animali capirono. A gruppi si consultarono e con saggia dignità presero la propria decisione. Coloro che accettarono di essere trasformati per sempre furono oltre la maggioranza dei convenuti, gli altri sapevano che erano i depositari di quell’esperienza.

Il tempo a seguire fu solo d’azione, sulle cime, e sui clivi circondanti il paese si appostarono gli animali assumendo subito un atteggiamento fiero. La Regina del Castagno, quando erano pronti, li mutava in “orgogliosi solidali di Stella”.

Ogni spazio prativo veniva riempito da quei valorosi. Solo nelle prime fila comparivano dei caprioli fatti di carne e ossa. Si disposero con accuratezza in modo di circondare, da ogni dove, il luogo dove sarebbero giunti i bracconieri con i loro carri. Così cominciò l’attesa.

All’alba di una notte serena, fatta d’attese, arrivarono sette carri dai quali scesero dodici bracconieri per guardarsi attorno e ben presto scoprirono di essere circondati da tantissimi caprioli dallo sguardo deciso. Due di loro salirono sul tetto di un carro per vedere più lontano e trovarono ancora caprioli schierati in ogni dove fino a perdersi dentro il bosco.

Sorpresi dall’inaspettata presenza,  la presero male. Così venne loro naturale esplodere a casaccio degli spari e ai quei tuoni, i caprioli veri, avanzarono intrepidi. Accennarono ancora degli spari, infine – i bracconieri – risalirono sui carri e fuggirono.

Un acuto, forte come un canto esplose tutt’intorno, si alzò in alto fino a toccare le nuvole e si espanse, con la forza del vento, nella valle fino a far suonare le campane di tante torri.”

Lena aveva finito la sua storia, guardava felice il volto compiaciuto di Vaniglio. Ora era appagato, ogni cosa aveva preso senso e il pesce Rubinio avrebbe saputo il vero significato di quel gesto che, via acqua, univa tutti gli esseri viventi.

A Rubinio avrebbe raccontato di quando, uscito dalla casa di Lena, si era recato sul prato dove ancora c’erano alcuni solidali “caprioli di Stella” e di come, accarezzandone il legno, abbia carpito il battito di un cuore.

 

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2. Chavrûi · magica è la notte

Il punto: Vaniglio – un pescatore di Monfalcone – ha promesso a un pesce – lo storione Rubino – di cercare il significato raffigurato nell’immagine di una vecchia cartolina giunta dal fiume fino al mare.

In ogni luogo ci sta un punto dove s’incontrano fatti apparentemente distanti e diversi tra loro. Solo in quel punto, in quel luogo, accadono fatti molto particolari. Forti come un distillato e dolci come il sambuco. Vicende dai contorni increduli, come questa che voglio raccontarvi, avvenuta non so quando, in un luogo chiamato Stella.

Seconda parte – Personaggi: il pescatore Vaniglio, un montanaro poco loquace, la vecchia Lena con il suo magico narrare.

Scena: sul calar della sera, nella borgata abbandonata di un luogo chiamato Stella.

Era sera quando Rubinio giunse, non senza difficoltà, in quel posto tanto cercato privo di locanda e senza un ristoro. Guidava adagio lungo la stradina tortuosa salendo verso alcune case. Fortuna volle che un tale, incuriosito dal rumore inatteso dell auto, uscì a curiosare. E Vaniglio si fermò chiamandolo a sè mostrandogli la cartolina datagli dal pesce Rubinio e chiedendogli se il luogo raffigurato fosse Stella.

L’uomo osservò la cartolina esprimendo subito una reazione di chi riviveva situazioni note, poi sussurrò un chiaro sì. Sottolineato da ripetuti cenni di capo.

Vaniglio chiese se poteva dirgli di più, in particolare sui caprioli di legno che svettavano sul poggio. Il vecchio scosse di nuovo il capo dicendogli che erano soltanto vecchie leggende, storie che si raccontavano ai bambini. Al pescatore non bastava, sentiva che c’era dell’altro e insistette. Allora l’uomo gli indicò una casa del borgo dove abitava la vecchia Lena e disse: – Venga l’accompagno, se la riceve, quella donna sa le storie di tutti.-

Insieme salirono alla casa di Lena, il montanaro disse alcune cose alla vecchia usando la parlata del luogo. La donna annuì. Il suo compito lo aveva fatto, si fece da parte accomiatandosi lasciando lo spazio a un Vaniglio sempre più smanioso di conoscenza.

Lena lo accomodò su una sedia presso al tavolo dove c’era la lampada. Lui le diede la cartolina e la donna, nel vederla, ebbe un fremito di meraviglia mentre un sorriso cercava di affiorare tra quelle antiche labbra.

Già, la notte magica dei caprioli. Tutti quelli che conoscono la storia non ci hanno mai creduto. Peccato. Ma lei è qui per questo? – commentò chiese Lena.

– Sono qui per questo. – Rispose soddisfatto Vaniglio.

La vecchia spostò un attimo la luce sul volto dell’uomo. Si guardarono negli occhi, poi lasciò la lampada ondeggiare mentre si alzò per posare sul tavolo il bollitore fumante, con due tazze.

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-Ecco, questa tisana aiuta a far capire storie molto particolari.  Sono vecchia e i fatti dei caprioli, li ho saputi direttamente dalla voce della Regina del Castagno. Era stata lei a far sì che tutto si avverasse.

Per me era una fata, con il viso dolce e l’abito turchino. Per altri, invece, era la strega nera del pozzo, con il cappello felpato e una catena chiodata. E per quei tanti che non sanno vedere, perché badano solo all’apparenza, sono soltanto inutili fantasie buone per i più piccoli. Caro signore venuto dal mare, lei veda la regina, la strega o il nulla. Ma quel che le dirò, qui c’è stato!

Ci fu un tempo in cui i nostri caprioli furono minacciati da coloro che decisero – per ragioni di sviluppo – di trasferirli tutti, giovani e validi, da questo monte in altro luogo. Per fare quel lavoro incaricarono dodici esperti bracconieri che in soli nove giorni dovevano compiere l’opera senza lasciare nessuna traccia. Dovevano mettere su sette carri le bestie giovani, tenersi il resto e qualcosa d’altro potesse essere di loro interesse.

Flauto Magico dfi Mozart, bozzetto di Max Slevogt del 1920-1.jpgFu grazie al giovane Domenico, il figlio del locandiere giù nella piana, che quassù arrivò la notizia. Il ragazzo amava trascorrere ore nei boschi e con il suo flauto provava semplici melodie. Io, lo incontravo sempre e l’ho anche sorpreso a parlare con un capriolo. Fu lui a dare l’allarme, sulle intenzioni decise altrove. Qui però non ci stavano più uomini forti, erano emigrati e non si sapeva come fare. Fu allora che Domenico corse nel bosco, suonando il flauto chiamò un capriolo al quale gli spiegò ogni cosa e gli ordinò di spargere la voce in ogni dove e di convocare quassù tutti gli animali a  per decidere cosa e come difendersi.

Quella notte in tutti i boschi ci fu movimento. Nessuno dormì, pure gli alberi dondolavano le fronde per diffondere la notizia. L’indomani mattina, nel prato detto del Sasso di luna, dove ci stava anche un pozzo molto profondo, migliaia di animali erano presenti. C’erano cinghiali, lepri, volpi, tassi, martore, tutti i caprioli, qualche capra e pure gli uccelli: falchi, poiane, civette, gufi, un picchio, le allodole, gli usignoli.

Altri animali erano saliti dal piano, alcuni giunti da molto lontano e la cosa più speciale e meravigliosa era proprio che, attraverso il pozzo, erano arrivati anche i pesci. Trote, salmoni, granchi, anguille e altri mai visti, giunti addirittura dal mare.