Figli della stessa Fonte

Schermata 2016-10-09 alle 18.09.22.png

Nel 2006 completo il progetto ricerca sulle origini comuni delle principali religioni teosofiche.

Figli della stessa fonte dal 2006 ad oggi è stato riprodotto in stampa con copie limitate e in due formati diversi. L’originale (ora esaurito e qui riprodotto in una versione adatta per il web) era stato concepito in un formato carta particolare.

Schermata 2016-10-09 alle 18.09.43.png

La seconda edizione è stata leggermente rivista proprio nel formato e portata nei standard (50 x 70 cm) questo consente di poter subito essere incorniciato. Di questa seconda edizione sono disponibili ancora delle copie base in bianco e nero. Eventuali interessati possono scrivermi per ulteriori informazioni.

Schermata 2016-10-09 alle 18.10.23.pngL’opera ho fino ad oggi ricevuto molti consensi da parte di tante persone attente a questi argomenti oggi quanto mai divenuti comuni. La finalità della tavola era proprio a questo: visualizzare, attraverso l’albero genealogico, la comune origine delle maggiori religioni presenti nella nostra società.

Schermata 2016-10-09 alle 18.10.45.png

Certamente i dati riportati in alto oggi sono datati, magari nuove derivazioni possono esserci aggiunte, o altre si saranno esaurite. Poco importa, o meglio, è motivo d’interesse per i ricercatori. Ciò che resta è il messaggio di civiltà perché ciò che divide è la paura e l’egoismo.

schermata-2016-10-09-alle-18-10-59

Scrivetemi per eventuali informazioni e/o disponibilità della stampa

Annunci

Offending Command Viridiana

riga7.jpg

Friuli - Incontri portano ricordi. Il passato ritorna, con i sui segni, a chiudere le vicende.
Altre storie collegate a Viridiana presenti in questo blog: Ramona, detta Rondine o dei Gamma Ray – I Balcani, la Bosnia e FabioSilvano, andare per CarboneMio zio con Ermes,camminando per cantieri.

Incontrare Ramona è stato importante, nei suoi occhi ho ritrovato quelli di Viridiana, sua madre. Puntali mi si erano riaccesi i ricordi della compagna di giovanili speranze uccise dal correre dell’età, tra contingenze e ideali lasciati in mani truffaldine.

Le raccontai di quando lei, Ramona, era bambina e sua madre ebbe un serio problema con la legge a causa della detenzione finalizzata al commercio di capi d’abbigliamento contraffatti.

Tutto vero, ma la storia aveva significati che poco si riferivano agli aspetti civili e molto, invece, a quelli sociali. D’accordo con un grossista di articoli “taroccati”, aveva selezionato dei prodotti e per questi, assolutamente, pretese fossero eliminati tutti i riferimenti a nomi e a marche (brand).

breve clip con Offending Command

Il grossista non comprendeva il senso di tale richiesta. Per lui era difficile reperire merce “senza la marca che fa vendere”, però ci riuscì. Forse a convincerlo furono le argomentazioni di Viridiana quando gli spiegò che le persone sanno chi sono e non hanno bisogno di esibire – a loro spese  le marche d’altri allo scopo d’acquisire un’identità, un’appartenenza. Oppure, più concretamente, a convincerlo furono i guadagni di quella commessa ed il fatto che ai laboratori andasse benissimo produrre pezzi privi di marchi. Certo non capivano e scuotevano la testa dicendo: nessuno compra senza marca.

Viridiana no, sapeva che era soltanto questione di pochi anni. Il traffico della merce era appena iniziato, carico dei suoi aspetti anticonformisti, ma venne subito fermato da chi di dovere e ogni tentativo di argomentare ragioni fu vano. In fondo, seppur senza firma, erano pur sempre modelli copiati. Al fine tutto si risolse al meglio e anche Ramona ricordava le parole di sua madre: “la mamma racconta ancora quei fatti in modo divertito e adducendo sempre nuove ragioni. A ben pensare, quelle ragioni, hanno pure oggi molto senso”.

Risorse_Mobili-31.jpg

Furono però altre le parole dette dalla ragazza a riempirmi i pensieri. Subito e nei giorni a seguire. Viridiana aveva scritto una lunga lettera, solo per me, ma tale corrispondenza non fu mai spedita. La causa fu il nuovo computer, per inaugurarlo pensò di scrivermi le tante cose che avrebbe voluto dirmi, ma non era mai stato possibile farlo.

L’immaginavo intenta a digitare tasti per liberare le parole che s’infilavano, casuali, tra i suoi lunghi capelli – solo loro le hanno lette– e resta il tormento curioso d’immaginare i contenuti.

I segni, diventati firma di moda, li voleva strappare dai capi d’abbigliamento e le parole, fatte scorrere al ritmo delle tecnologie presenti, voleva trasformale in pensieri tangibili. Ma, come per la merce liberata dal simbolo, ecco arrivare l’imprevisto durante l’invio alla stampante. Sul foglio apparirono soltanto segni neri sovrapposti e misteriosi, qua e là interrotti da una ferma esclamazione: “offending command”.

Viridiana, come ha raccontato Ramona, guardò stupita la stampa con gli strani grafismi e la interpretò come fosse un segno. Si chiese come mai era accaduto questo, probabilmente era causa della novità tecnologica, ma – vedendone il risultato – pensò pure a nuovi linguaggi. Si fermò un istante, poi gettò il foglio e cancellò il documento lasciando tutto com’era perché il tempo per dirmi di lei, per dirmi di noi, non era ancora arrivato.

Siamo stati fatti per camminare, muoverci, edificare,  

costruire l’avvenire dentro la porzione del tempo che ci spetta.

da Risorse mobili - Dino Durigatto - 2009