Perché il villaggio cinese, in Friuli

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Esempio d’interno abitativo villaggio Ci_Zimo®, Tarcento – nel 2028

Su questo argomento, vedi anche: Cina – Chiampon prossima realtà friulana • 25/03/28 Centro Ci.Zimò®, Tarcento

Raccontiamo il perché la comunità dei cinesi (Nord-Est Italia) ha scelto di costruire nella municipalità di Tarcento, un moderno centro  benessere a disposizione dei residenti, dei turisti attratti dai luoghi e dove si potrà provare le qualità salutistiche dell’antica medicina cinese.

Le difficoltà di comunicazione non sono poche. Come suggerito anche dai nostri lettori dopo l’uscita dell’articolo: Cina – Zimor, realtà friulana, abbiamo un nostro specialista traduttore: Iago Bidibà, di Pulfero, residente a Pirano (Slo). Confidiamo molto su di lui, perché il nome ci rimanda al “manipolatore“.

Intervista del traduttore Bidibà al signor Huan, direttore del progetto d'interscambio affinità culturali Cina-Friuli e coordinatore lavori per la Società CI-ZIMO®.

Eccoci nelle mie valli preferite. L’incarico è capire, comprendere i perché. Niente di meglio che chiedere direttamente al diretto responsabile.

– Signor Huan,  spieghi ai lettori le ragioni per le quali lei, abbia preteso che il progetto Ci-Zimo® venga realizzato nei boschi dove scorre il rio Zimor. Buona logica era orientata nel territorio di Feltre, più vicino alla vostra numerosa comunità?

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Certo. Ben volentieri dico che si tratta di una storia particolare, un fatto accaduto alla mia famiglia nei primi anni del 1900. Ora siamo nel 2028, pensate. Non è per caso che siamo arrivati qua, certamente io ho fatto quello che ritenevo giusto e il tempo distribuirà ragione e merito.

– Veniamo al fatto. Una delle mie nonne ci raccontava sempre un fatto vero che aveva appreso da sua madre. Diceva di un uomo venuto dalla lontana provincia di Venezia, la città di Marco Polo, in Italia.  Quell’uomo era arrivato in Cina, mandato dell’Austria, a combattere… mi pare nella guerra detta dei Boxer.

Prima di proseguire la narrazione, il traduttore Bidibà, ci trasmette una breve traccia storica  per inquadrare il tempo e i fatti.

Nel estate del 1900 in Cina LA RIVOLTA DEI BOXER esplode con atroce violenza. Stati Uniti,  Francia,  Impero Austro-ungarico,  Impero Giapponese,  Impero tedesco,  Impero Britannico, Impero russo e Italia decidono d’inviare aiuti militari, per bloccare i rivoltosi. A noi, adesso ci interessa proprio l’Impero Austro-Ungarico. La marina militare austriaca, per la missione, reclutò i marinai nelle terre friulane a quel tempo da loro governate. Contadini, promossi a marinai, della bassa friulana orientale (Ruda, Cervignano, Aiello e altri paesi).  I contadini-marinai partirono da Monfalcone, direzione Pechino. Il resto è la storia della guerra dei Boxer e di come finì.

Bene – riprese il signor Huan – la vecchia nonna sapeva che alcuni di quei soldati decisero di rimanere nel nostro paese. Non tenevano legami validi per tornare nella loro terra chiamata Friuli, a noi cinesi sconosciuta, che stava a non troppo a est di Venezia e tanto a sud di Vienna.

Per noi bambini però pareva un luogo pieno di leggende fantastiche, fatte di boschi fitti, personaggi silvani dai nomi impossibili come lo sono per voi i nostri nomi. Luoghi speciali, con maghi, streghe, fate, guaritori popolari, beneandanti, processi e inquisiti bruciati vivi. Tutto ciò accendeva la fantasia.

Uno dei soldati/contadini friulani si fermò nel villaggio dei miei avi – era buono, sapeva lavorare bene la terra e conosceva semine diverse dalle nostre. Entrambi imparammo. Il suo nome non l’ho mai saputo, la nonna l’aveva dimenticato e di lui così diceva: Quel brav’uomo di Aiello sa lavorare la nostra terra come fosse la sua. Aveva una moglie, la sorte l’ha presa e portata su un’altra via. Nelle sere della luna piena cinese fumando la pipa cercava, nel fumo, la sua bella fata dei boschi. Lì, l’aveva trovata.

Si, qui, dove siamo noi adesso, nei boschi attorno al rio. Qui, dove nella mia immaginazione avvenivano meraviglie solo a bagnarsi in queste acquee speciali.

Ed è per questo immaginario, per il fatto che la vita mi ha portato qui, forse spinto dalla memoria, ad onorare le storie della nonna. A ricordare colui che ci ha aiutato a coltivare i campi in Manciuria e a quell’acqua che di strano non aveva nulla. Eppure per lungo tempo ci ha fatto immaginare.

Così è nata questa storia bella, sono fiero di averla raccontata. Non capisco tutto, i ma sono tanti. Però sono convinto che ci sia tanto di speciale in tutto questo. Grazie.

                                                                     Iago Bidibà, traduttore (dal cinese)

** approfondimenti : 55 giorni a Pechino, marinai e soldati del Friuli austriaco in Cina durante la guerra dei Boxer. di Giorgio Milocco – Centro Isontino di Ricerca e Documentazione Storica e Sociale  – 2005   –  Gli italiani che invasero la Cina , 1900 – 1901 – di  Fabio Fattore – Sugarco, Milano 2008   –   https://it.wikipedia.org/wiki/Ribellione_dei_Boxer
Prossimamente: conosciamo bene il progetto CI-ZIMO®
Casette-albero
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13 pensieri su “Perché il villaggio cinese, in Friuli

  1. Pingback: Perché i cinesi nel rio Zimor, in Friuli – Scribacchini in Fuga

  2. Blasutto Patrizia

    Stagione al mare costringe ad orario poco cinese…. a breve è finita . Evviva . Allora come siamo con la Spa ? i lavori ? speriamo ben per novembre. sauna ? massaggi e varie, riso incluso, dimenticavo, con taj furlan o taj cinese ? o taj , taj o tuij , tuij ! che di Udin è doprin il Tam -Tam. TTTTT … Tango , tango , balliamo con le novità .

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    1. Grazie Paco. Il racconto è collegato ad altri due presenti nel blog. i titoli sono riportati all’inizio di questo testo. Però è proprio qui che si racconta il perché la comunità cinese del nord-est abbia scelto qil bosco descritto. Il perché io m’interessi è soltanto per inventare una storia ambientata nel futuro, che parta da un passato particolare e che possa essere di buon auspicio per tanti. Chiaramente, a parte l’episodio storico (militare) che è vero, tutto il resto è fantasia.

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