Furlan dreams. Visi studi spazi

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Cina – prealpi Giulie, il villaggio nel bosco.

Dalla Cina ci segnalano una curiosa notizia che riguarda il Friuli e Tarcento (corrispondenza Agenzia Stampa International Cina).

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- 10 marzo 2028 - Sul quotidiano Harbin RI Bao (foto in basso) della città di Harbin (regione dello Heilongjiang, est Cina. Per orientaci meglio, è più identificabile come Manciuria). Il giornale riporta la seguente comunicazione :
il luogo

Tarcento – il territorio dove sorgerà il villaggio benessere cinese, Ci-Zimò®

La comunità Cinese del nord est Italia a breve aprirà un centro benessere dotato dei classici trattamenti salutistici orientali, in una particolare piccola valle del Friuli – regione italiana posta tra Venezia e Vienna – in località Tarcento. Il centro, (di fatto un piccolo villaggio) oltre a coprire le esigenze di benessere dei nostri operosi connazionali presenti in quell’area, sarà una prova concreta di coesione tra comunità, un esempio di condivisione e di sostegno al territorio.

Il Centro orienterà l’offerta a tutta la comunità e sarà strumento per la divulgazione della cultura salutistica cinese, in particolare con l’agopuntura e la ginnastica dolce Tai Chi Chuan. Tutte le difficoltà tecniche, burocratiche, geografiche, ambientali sono state brillantemente superate con soddisfazione grazie alla collaborazione delle parti. Pure il progetto architettonico – fortemente orientato al rispetto e all’uso di tecnologie assolutamente naturali – è stato concepito secondo questo spirito: Un piccolo “borgo” dentro uno spazio incontaminato. La realizzazione sarà interamente finanziata dal governo della regione dello Heilongjiang. Ora, grazie alla tenacia della nostra comunità in Italia, questa idea diventerà realtà e presto inizieranno i primi lavori.

Herald Friul si è subito interessato al fatto riportato dal giornale cinese, ha trovato conferma su quanto riportato e in particolare sulla località prescelta: Comuni del Torre, municipalità di Tarcento, località borgo Gaspar, lungo la strada comunale del rio Zimor, presso i boschi  Zabolìa. La società si chiama Ci.Zimo® (acronimo di Cina-Zimor)

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Un nostro sopralluogo alla ricerca dell’area interessata, davvero una piccola valle abbandonata immersa nei sui boschi e disegnata dallo scorrere del torrente Zimor, affluente del torrente Torre e dalla strada comunale che conduce in qualche dispersa borgata. Seguendo questa strada incontriamo una squadra di tecnici al lavoro. Geologi, architetti, geometri, assistenti, interpreti cinesi e italiani.

Tutti molto felici di parlare con la stampa, nessuno lo aveva ancora fatto. Ci danno molte informazioni  interessanti sul progetto che appare subito importante e bello. Tutto è stato studiato a fondo, particolarmente l’attenzione data al rispetto ambientale. Partendo dalla “dimensione d’abbandono“, tutta la parte progettuale per le strutture dovrà assolutamente entrare  in armonia con il contesto (come richiesto dalle convenzione di Malmö – giugno 2022).

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Amazingly Creative Examples of Environmental Art . December 10 | 2013

Abbiamo chiesto come mai la scelta del posto, qui a Tarcento dentro un bosco? Questo progetto doveva essere realizzato in Veneto, nel comune di Feltre, regione dove è presente una forte comunità, ma il signor Huan Xiufen, referente della comunità, optò per i boschi lungo il rio Zimor. Il perché è davvero una storia fantastica. Riguarda i ricordi d’infanzia di Huan in Cina, di quando sua nonna raccontava storie speciali, che a lei avevano narrato. Di come a nord est di Venezia ci fosse un torrente chiamato Zimor la cui acqua era speciale. E questo racconto popolare era giunto in Manciuria nei primi anni del 1900; ed ora è tornato nella piccola valle abbandonata, per dare speranza di vita ad un luogo distante appena dieci minuti dai nostri comuni quotidiani.

(Fine della prima parte – continua – segui questo blog)

Da Nimis a Ladonia, passando per Utopia

Una storia vera.

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Udine, 20 febbraio 1993. 
Verso sera, nei rispettivi uffici di due diverse aziende operanti nel cosiddetto terziario avanzato.
Due giovani lavoratori, Henrico e Leone, si parlano al telefono. Quello tradizionale, con i fili.

H – Oh, ciao Leone, come stai?
L – Io bene, è un piacere sentirti. Stai sempre lavorando e studiando?
H – Si, certo, ma non è troppo pesante. Il lavoro, intendo. Permette di concentrarmi anche nello studio, così riesco a frequentare e a preparare gli esami. Pensa, adesso ho iniziato una ricerca su Tommaso Moro, in particolare sul romanzo filosofico Utopia. Complesso argomento, direi sempre attuale. In fondo lui, già nel 1516, scriveva che il male dei mali sia la proprietà privata, ne propone l’abolizione, in maniera da ripartire i beni materiali in maniera eguale. Si tratta di un sistema di tipo comunistico.

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L – Già. Ci sarà pure una ragione perché lo hanno chiuso nella Torre di Londra. A quel tempo – come pure oggi – dire: quando in pochi si dividono tra loro la ricchezza, accumulando quanti più beni possono, la maggior parte della popolazione è destinata alla miseria. (“Utopia”, I libro, p. 51). Certo, il motivo della sua condanna non fu quello, ma alla fine ci perdi ugualmente la testa. Non metaforicamente.
– Infatti, sto studiando tutto questo e ti ho chiamato per dirti di una cosa buffa. Di quelle che piacciono a te.

Qui in ufficio hanno preso un nuovo computer e il tecnico lo ha collegato a Internet, come i veri. Adesso abbiamo due PC, ma solo quello nuovo è connesso alla rete. Stiamo tutti “vedendo” come si usa. Non abbiamo tempo, ma a turno, prima di chiudere la giornata ci proviamo tutti a navigare. Ieri sera, per la prima volta, ho provato io. All’inizio ho cercato sull’elenco telefonico di Parigi se trovavo il numero di un mio cugino. E c’era. Ho scritto il numero su un foglietto e proverò a chiamarlo. Poi ho provato a cercare notizie su Tommaso Moro e pure lui c’era. Bene mi son detto, magari ritaglierò altro tempo per cercare in profondità. Infine, per curiosare un po’ liberamente ho cercato i nostri paesi. Con sorpresa ho trovato tante pagine e anche tante foto. Ho iniziato così a digitare i nomi dei paesi vicini, quando ho scritto Nimis, nella pagina elenco trovo questo titolo: Nimis and Arx. Ho subito aperto la pagina. Era scritta in inglese, ma ci stava pure l’italiano e con stupore trovo una fotografia raffigurante delle installazioni di legno costruite sulla riva di quel che mi pareva un fiume. La struttura era davvero bella e sono rimasto stupito. Pensai, con invidia: chi mai ha costruito nel torrente Cornappo queste belle torri?
Approfondendo, scopro che sono opera di un artista svedese, ma tutto quel sito è strano, speciale, divertente. A mio parere molto interessante. Si chiama Ladonia.

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L – Aspetta che scrivo. –
H – Si, ecco l’indirizzo: http://www.ladonia.org. Dice di essere una micronazione. E non è un fiume quello di cui vedevo un lembo, ma uno spicchio del mare che avvolge la riserva naturale del Kullaberg nel nord-ovest dello Skåne, in Svezia. A te le installazioni interessano e da voi ci stanno alcuni PC collegati a internet, vai a vedere. Avrai una simpatica scoperta.

Ecco, cosa accade andando a curiosare grazie alle nuove opportunità. Cerchi informazioni su Utopia, passi per i paesi tuoi e ti trovi sulle torri proibite lambite dal mare del Nord, e già ti perdi nelle immaginazioni di chi, non aspettato, incontri.

L – Grazie Henrico, vado subito a vedere questa Ladonia, appena la postazione si libera, pure io mi fermo dopo l’orario e vado a curiosare. Domani ci aggiorniamo e grazie. Ah, fai attenzione a queste esplorazioni. Anche tu, come Moro, potresti perderci la testa.

Aveva proprio ragione, scoprire lo stato libero di Ladonia è stata una gioia, un piacere, una bellezza. Ecco, mi son detto, queste sono le cose da fare.

Sto qui, in una comoda stanza riscaldata, in questa sera di febbraio. Anche io ho iniziato a navigare, per ora sembra abbastanza facile. Adesso sono in Svezia a leggere le pagine curiosissime di questo artista: Lars Vilks e della sua avventura iniziata nel 1980 con le prime costruzioni chiamate Nimis (troppo) e Arx (fortezza). E poi ci sta il progetto dello Stato Libero, una repubblica monarchica, guidata da presidenti principi e principesse ministri. Gli abitanti possono essere tutti quelli che lo desiderano e altre tante cose che ti fanno star male per due ragioni. Prima: la bellezza della simpatica idea. La seconda: non conoscere l’inglese per leggere tutto come vorresti… E qui trovi uno dei confini ai propri limiti. Il confronto serve a crescere e la conoscenza irrobustisce rendendoci migliori.

1024x614xNew-Stamps-1024x614.jpgInfatti, proprio l’isola di Utopia di Tommaso Moro, come lui stesso spiega: deriva da un termine dal greco antico con un gioco di parole fra ou-topos (cioè non-luogo) ed eu-topos (luogo felice); utopia è quindi, letteralmente un “luogo felice inesistente“.

Chissà se dal cielo, seppur senza testa, il Tommaso Moro riesce a vedere le torri erette dal signor Vilks nella sua Ladonia. Mi piace credere di sì e la sua testa mozzata, nascosta nelle cantine della Chiesa di San Pietro ad Vincula, vicino alla Torre di Londra: ride.
Preso dal piacere della scoperta, rompo ogni indugio; scrivo direttamente all’artista una mail all’indirizzo che il sito fornisce: info@ladonia.org.

Posso solo scrivere in italiano confidando che qualche cosa si capisca anche perché in Svezia ci stanno molti italiani, friulani compresi. Riporto semplicemenladonia-money.jpgte il piacere avuto nello scoprire lo stato di Ladonia e di questa gran bella invenzione. Dico come sono venuto a conoscenza di ciò grazie alle fotografie delle sue torri. Ho quindi chiuso la missiva segnalando al buon Lars che qui, a circa 220 km ad est di Venezia, in provincia di Udine ci sta un paese, da sempre, chiamato Nimis.

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Con sorpresa, il giorno dopo, trovo una mail proveniente da info@ladonia.org a me indirizzata. Ed è proprio lui, Lars Vilks. Mi scrive in un comprensibilissimo italiano, ringrazia sorpreso e felice per le belle parole ricevute da questa parte dell’Italia. Sa bene pure di Nimis. Soprattutto ne ha apprezzato il suo buon vino.

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Certamente racconterò questa sera tutto quanto a Henrico. La fantasia permette davvero di rendere subito reali le utopie. La società ci mette molto più tempo. Poi, ogni età ha avuto le applicazioni per rendere questi sogni visibili, raccontabili, udibili. Fino a perderci la testa.

« Avanzò quindi verso il ceppo, davanti al quale s'inginocchiò per la recita del Miserere. Poi si rialzò in piedi, e quando il boia gli si avvicinò per chiedergli perdono, lo baciò affettuosamente e gli mise in mano una moneta d'oro. Poi gli disse: «Tu mi rendi oggi il più grande servizio che un mortale mi possa rendere. Solo sta attento: il mio collo è corto. Vedi di non sbagliare il colpo. Ne andrebbe della tua reputazione». Non si lasciò legare. Da sé si bendò gli occhi con uno straccetto che s'era portato appresso. Quindi, senza fretta, si coricò lungo disteso, appoggiando il collo sul ceppo, che era molto basso. Inaspettatamente si rialzò con un sorriso sul labbro, raccolse con una mano la barba e se la collocò di lato celiando: «Questa per lo meno non ha commesso alcun tradimento».
Tommaso Moro fu giustiziato a Tower Hill il 6 luglio 1535
In evidenza

Perché un villaggio cinese in un bosco friulano

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Su questo argomento, vedi anche: Cina – Chiampon prossima realtà friulana • 25/03/28 Centro Ci.Zimò®, Tarcento

Raccontiamo il perché la comunità dei cinesi (Nord-Est Italia) ha scelto di costruire nella municipalità di Tarcento, un moderno centro  benessere (Spa) a disposizione dei residenti, dei turisti attratti dai luoghi e dove si potrà provare le qualità salutistiche dell’antica medicina cinese.

Le difficoltà di comunicazione non sono poche. Come suggerito anche dai nostri lettori dopo l’uscita dell’articolo: Cina – Zimor, realtà friulana, abbiamo coinvolto uno specialista, il traduttore Iago Bidibà, nato a Pulfero, residente a Pirano (Slo). Confidiamo molto su di lui, non solo perché il nome ci rimanda al “manipolatore“.

Intervista del traduttore Bidibà al signor Huan, direttore del progetto d'interscambio affinità culturali Cina-Friuli e coordinatore lavori per la Società ZIMO®.

Eccoci nelle mie valli preferite. L’incarico è capire, comprendere i perché. Niente di meglio che chiedere direttamente al diretto responsabile.

– Signor Huan,  spieghi ai lettori le ragioni per le quali lei, abbia preteso che il progetto Ci-Zimo® venga realizzato nei boschi dove scorre il rio Zimor. Buona logica orientava questa scelta nel territorio di Feltre, più vicino alla vostra numerosa comunità?

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Ben volentieri dico che si tratta di una storia particolare, un fatto accaduto alla mia famiglia nei primi anni del 1900. Ora siamo nel 2028. Pensate. Non è per caso che siamo arrivati qua, certamente io ho fatto quello che ritenevo giusto e il tempo distribuirà ragione e merito.

– Veniamo al fatto. Una delle mie nonne ci raccontava sempre un fatto vero appreso, pure lei, da sua madre. Diceva di un uomo venuto dalla lontana provincia di Venezia, la città di Marco Polo, in Italia.  Quell’uomo era arrivato in Cina, mandato dell’Austria, a combattere… nella guerra detta dei Boxer.

Prima di proseguire la narrazione, il traduttore Iago Bidibà,  ci dà una breve traccia storica  per inquadrare il tempo e quei fatti.

Nel estate del 1900 in Cina LA RIVOLTA DEI BOXER esplode con atroce violenza. Stati Uniti,  Francia,  Impero Austro-ungarico,  Impero Giapponese,  Impero tedesco,  Impero Britannico, Impero russo e Italia decidono d’inviare aiuti militari, per bloccare i rivoltosi. A noi, più dell’Italia ci interessa proprio l’Impero Austro-Ungarico. La marina militare austriaca, per la missione in Cina, reclutò i marinai nelle terre friulane a quel tempo da loro governate. Contadini, promossi a marinai, della bassa friulana orientale (Ruda, Cervignano, Aiello e altri paesi).  I contadini-marinai partirono da Monfalcone, direzione Pechino. Il resto è la storia della guerra dei Boxer e di come finì.

La vecchia nonna  – riprese il signor Huan – sapeva che alcuni di quei soldati decisero di rimanere nel nostro paese. Non tenevano legami validi per tornare nella loro terra chiamata Friuli, a noi cinesi sconosciuta, che stava a non troppo a est di Venezia e tanto a sud di Vienna.

Per noi bambini quel Friuli pareva un luogo pieno di leggende fantastiche, fatte di boschi fitti, personaggi silvani dai nomi impossibili come lo sono per voi i nostri nomi. Luoghi speciali, con maghi, streghe, fate, guaritori popolari, beneandanti, processi e inquisiti bruciati vivi. Tutto ciò accendeva la fantasia.

Uno dei soldati/contadini friulani si fermò nel villaggio dei miei avi – era buono, sapeva lavorare bene la terra e conosceva tecniche di semina diverse dalle nostre. Entrambi imparammo. Il suo nome non l’ho mai saputo, la nonna l’aveva dimenticato e di lui così diceva: Quel bravo uomo di Aiello lavora la nostra terra come fosse la sua. Aveva una moglie, la sorte l’ha presa e portata su un’altra via. Nelle sere della luna piena cinese, fumando la pipa, cercava nel fumo la sua bella fata dei boschi. Lì, l’aveva trovata.

La moglie l’aveva trovata qui, dove siamo noi adesso, nei boschi attorno al rio Zimor. Qui, dove la mia immaginazione costruiva meraviglie al solo bagnarsi in queste correnti speciali acquee.

Per questo immaginario, per il fatto di essere a lavorare in Friuli, spinto certamente dalla memoria di onorare le storie della nonna e il suo desiderio di ricordare colui che ha aiutato a coltivare i campi in Manciuria. E poi anche a quell’acqua che di strano non aveva nulla, eppure per lungo tempo ha fatto immaginare noi bambini

Per questo è nata questa bella storia. Sono fiero di averla potuta raccontare. Sono convinto vi sia tanto di speciale in tutto questo.  Grazie.

                                                                     Iago Bidibà, traduttore (dal cinese)

** approfondimenti : 55 giorni a Pechino, marinai e soldati del Friuli austriaco in Cina durante la guerra dei Boxer. di Giorgio Milocco – Centro Isontino di Ricerca e Documentazione Storica e Sociale  – 2005   –  Gli italiani che invasero la Cina , 1900 – 1901 – di  Fabio Fattore – Sugarco, Milano 2008   –   https://it.wikipedia.org/wiki/Ribellione_dei_Boxer
Prossimamente: conosciamo bene il progetto CI-ZIMO®
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