Il mistero del pesce nel fortino del Bernadia

Nuova edizione, con tutti gli episodi raccolti insieme per comprendere meglio questo particolare “fenomeno”, ancora visibile… volendo.

1 – Trovato un pesce nel forte del Bernadia  (370)*

Diario del guardiamarina Vitriol e del suo aiutante Quindici

12 febbraio 1988

Giunti a Tarcento siamo gratificati da un soleggiato primo pomeriggio di questo giovedì di febbraio. Sarà bello e tiepido anche su, in monte. Partiamo a bordo di una comoda Jeep messa a disposizione, con autista,  dal commando di Zona. Ci dirigiamo verso il Forte del monte Lonza – Bernadia (Valli del Torre, Friuli Venezia Giulia).

Siamo stati spediti nella pedemontana per verificare una segnalazione particolare che ha creato delle perplessità a tutti: un grande pesce vive sul muro del torrione destro del forte. Corre obbligo ricordare che il manufatto, abbandonato da oltre settant’anni, è in deterioramento progressivo. Sui muri sono presenti non solo i segni del degrado strutturale ma anche i graffiti che, fisiologicamente, appaiono in luoghi simili.

torre-bassa

La questione è che questo disegno di pesce,  in particolari condizioni tutte da capire, si muova. Si, il pesce sul muro si muove, nuota nella parete. Ciò è sostenuto dalle testimonianze  concrete di alcuni residenti a Villanova delle Grotte –  primo villaggio abitato presso il nostro forte – abituati a scoprire i cunicoli dentro la loro montagna, testimoniano questo fenomeno che avviene di notte, quando ci sta la luna vecchia e si semina aglio, cipolla, patate.

Le tante fotografie scattate con arditi appostamenti non sono chiare nel visualizzare gli spostamenti e/o i movimenti del disegno ittico e noi, qui, dobbiamo risolvere l’arcano. Per farlo, siamo dotati di valide attrezzature. Vedremo gli sviluppi.

Ah, e pensare che il mio superiore ci ha chiesto anche di identificare a quale specie appartiene il pesce e cosa ci fa in montagna. Il mio aiutante, Quindici, è ancora che ride da quella richiesta. Ma lui non è un lupo di mare.

2 – Verso il forte del Bernadia, verso il pesce. (200)*

Diario del guardiamarina Vitriol e del suo aiutante Quindici – n.2

12 febbraio 1988

Riassunto – Il guardiamarina Vitriol ed il suo assistente Quindici sono a bordo di una grossa Jeep in direzione forte Bernadia per avviare le indagini sulla presenza di uno strano pesce che nuota sui muri del fortino.

Alla guida della nostra auto ci sta l’appuntato della locale stazione della gendarmeria. Tutti lo chiamano Appuntato, per questo lo scrivo con l’iniziale maiuscola, non ha  nome. Se gli chiedi come si chiama, risponde Appuntato.  E noi così facciamo, del resto, lui guida. Accanto a me ci sta Alfio, la guida esperta e pronta ad organizzare ogni nostro movimento.

– Eccoci siamo nel paese di Sedilis, noi dobbiamo andare lassù, vedete quella punta grigia? Ecco, quello è il faro degli alpini – Dice Alfio, informandoci pure sui cacciatori della valle di cui alcuni preferiscono il Kalashnikov per le loro battute… non di spirito. Borbottando pure Appuntato annuisce. Significa che tutto è vero. A Quindici piacciono queste storie, chiede dettagli ad Alfio e all’autista che pare, sorridere.

Io, con il viso rivolto al finestrino, scruto la via che sale tortuosa, medito attorno al senso di questa missione e su cosa ci saremo, presto, trovati di fronte. Così cerco di farmi un’idea anche sulla base di quanto osservo in modo da scrivere tutto nel rapporto giornaliero.

Stiamo transitando lungo una via che si sviluppa sui crinali del monte. Sono terreni delicati, franosi come si può notare. Però vi sono anche costruzioni piuttosto recenti che sfidano questa fragilità, strano che siano stati costruiti, ma questo non ci compete. Quindici, invece ha notato e m’informa che qui la piovosità è piuttosto alta.

L’ambiente, in generale, come si presenta giù a valle e attraversando le varie borgate, fa capire come, logicamente, la modernità sia ben insediata e con essa gli usi e i consumi. Queste osservazioni sono di primaria importanza per la nostra indagine perché ci permettono di sentire quale sia la consistenza del rapporto tra uomo e terra che anche qui,  non è più al centro del vivere quotidiano.

Significa come il progressivo cambiamento del modello sociale abbia allontanato, non solo fisicamente, la gente dal legame con la terra (contatto vivifico) e questo non favorisce lo sviluppo delle fenomenologie magiche, poi declinate a visioni mistiche riconducibili ad icone identificabili e collettive. Teoria ben descritta negli studi del DORIGATO nel suo “Magico e Mistico nelle società rurali alpine” (ed. Melagatta, Castel del Monte 1856).

Se questo paradigma viene accolto può significare che nulla di strano vi sia nella presenza del pesce che corre lungo il muro del fortino.

3 – Trovate le tracce del pesce sul forte del Bernadia  (42)*

Diario del guardiamarina Vitriol e del suo aiutante Quindici – n.3

pesci-part

Ecco le prime fotografie scattate dal fido Quindici al pesce sul muro del forte. Certo di rendervi cosa gradita e in attesa di pubblicare a breve il resoconto sull’importante ritrovamento.

Il pesce

4 – Il pesce del forte sul Bernadia, fa miracoli.  (212)*

Diario del guardiamarina Vitriol e del suo aiutante Quindici

febbraio 1988

 pesce2

Sono le 16,22, siamo arrivati al sito di competenza, il forte del Bernadia, una costruzione in cemento realizzata all’inizio del secondo decennio del 1900.

Mai utilizzata, come tutti qui ci dicono. Lasciato in stato d’abbandono, il manufatto lentamente ha vissuto il suo degrado per mantenendo vigilie fascino della diversità.

Non ci si aspetta di arrivare quassù e trovare questa grossa costruzione… mai usata. Dalla mia posizione di guardiamarina, direi che hanno fatto una scelta sbagliata, ma nessuno mi ha chiesto nulla. Invece lui, il forte, sta lì,  accovacciato a terra, pare un tasso grigio. Peccato per i tanti buchi regolari dove un tempo c’erano gli infissi.

La copertura è in cemento, i forti non hanno tetti e questo è ben arrotondato sui perimetri, perfetto per salirci sopra a passeggiare. A guardare le stelle, a parlare d’amore o anche solo sognare, dormire, passare.

Scusate, nei rapporti a volte mi lascio andare e lo scrivere esce dal puro resoconto dei fatti, delle osservazioni e dei commenti pertinenti il caso. Ecco, dicevo appunto della copertura del forte, sopra ci stanno dei pescatori.

Si, è gente dei dintorni, ma alcuni giungono da più lontano. Questo dice Alfio, la guida esperta, salgono muniti di tutto il necessario per pescare, a volte riempiono l’intero cordolo tutt’intorno, in particolare nei giorni di festa e se il tempo è buono. Tirano le loro lenze e pescano… niente.

Però se il pesce del forte del Bernadia abbocca, beh, allora è  fatta.

Questo movimento pescoso è iniziato casualmente mesi fa con il diffondersi di qualche diceria divenuta notizia di cronaca, dove le gesta del pesce che cammina sui muri ha del miracolistico e ciò è basta a far muovere l’interesse e tanta curiosità. Pure quello delle autorità, ragione per la quale siamo qua.

Nel frattempo, il fidato Quindici, ha scaricato le nostre attrezzature speciali, più tardi vedremo dove collocarle. Ora, finalmente  ci mettiamo attorno ad un tavolo. Per discutere certamente sì, però giustamente accompagnati da un gustoso e meritato ristoro. Dicono, ma già lo sapevamo, che qui il vino è grande. Alfio ci tiene a sottolineare che i paesi  a valle sono noti per la produzione vinicola.

A vedere la tavola ben rigogliosa ed invitante, poco conta continuare la narrazione, meglio andare, visto che pure Appuntato, silenziosamente, già si dà da fare. Fatto che fa accelerare il passo a Quindici e io, cerco di tenere l’aplomb del caso, ma intanto affretto il mio andare.

5 – L’ Indagine sul pesce del Bernadia e del vino (242)*

Dal diario personale di Vitriol.Una radio-chiamata da parte del commando della marina. Il caso affidatomi è di competenza della marina militare, anche se la scena degli avvenimenti  è in area montana, perché  il “sospetto” è il pesce sul muro. Dicevo della chiamata nella quale si intima di redarre subito un rapporto aggiornato, anche se non cambia molto dal precedente.

Diario del guardiamarina Vitriol e del suo aiutante Quindici – n.5

febbraio 1988

Il buon rinfresco offerto dalla piccola comunità è stato assai gradito. Abbiamo reso omaggio alle qualità organolettiche dei vini locali, dei formaggi e salumi.

Prima di terminare la giornata, abbiamo il tempo per piazzare alcuni dei nostri strumenti di registrazione, le telecamere a lunga autonomia. (Ndr. Siamo nel 1988,  telefoni portatili sono sperimentali, così pure l’home computer e le telecamere eran09695_02o ingombranti, quando c’erano).

Quindici è riuscito a collocare ben quattro videocamere, queste riprendono bene tutto il fronte del forte in ogni condizione di luce.

Quindici ha anche già ricevuto i risultati relativi alle aziende vinicole attive a Sedilis e nel comune di Tarcento. Questi rilevamenti non vanno trascurati,  tutto serve a capire i fenomeni sociali che avvengono sui vari scenari. Spesso le verità nascoste camminano al nostro fianco. Attribuire i fatti del pesce alle usanze locali ha senso.

L’assistente Quindici fa notare che il dato ufficiale fornito dalla Camera di Commercio di Udine, al 31 dicembre 1987 dice che le aziende agricole di produzione vinicola presenti nel comune di Tarcento sono due. Strano, qui tutti ci hanno decantano il vino di Sedilis. Dovremo estendere la richiesta anche gli esercizi pubblici. Intanto registriamo quanto ricevuto e valutato.

img_5355Certo restano ben chiare le stranezze locali: sul monte c’è  chi caccia con i Kalashnikov, altri arrivano per pescare il pesce del muro, molti osannano il vino di Sedilis prodotto per proprio consumo, visto che non risultano cantine produttrici. E’ un dato, quello dell’alcol, che il buon senso deve considerare con attenzione ed è anche il primo sospettato.

Alle ore 18,00, grazie alla luce del gruppo elettrogeno, tutte le telecamere sono state piazzate e fatte partire. Un apposito furgoncino-regia è organizzato per registrare i nastri magnetici (ndr. non esisteva il digitale).

Siamo scesi a valle. Il signor Alfio e l’appuntato Appuntato ci accompagnano presso l’Albergo Centrale in Tarcento dove alloggiamo. Domani saranno sempre loro due a prelevarci alle ore 8,00 precise, di fatto, sarà questo il primo giorno intero d’indagine. Visioneremo le prime immagini della notte, del fortino con i suoi botti, pescatori e pesci murati. Questo accade qui, a fine inverno, sotto un manto di stelle.
– • – Cliccare link per vedere i video

Le prime riprese ottenute dalle videocamere posizionate hanno dato i primi risultati.

Ora si tratta di migliorare la tecnica e capire la natura delle luci e dei bagliori. Questo ci consente di pensare che siamo ad una svolta significativa dell’indagine

Il guardiacosta Vitriol e il suo assistente Quindici (posizionatore delle videocamere), coadiuvato dal tecnico e molto di più, il signor  Albedo.

https://www.youtube.com/watch?v=TWHDceJBV8Y

6 – Pesce del forte Bernadia: video apparizioni.   (108 + 43)*

Diario del guardiamarina Vitriol e del suo aiutante Quindici – n.5

febbraio 1988 – ottavo giorno.

https://www.youtube.com/watch?v=bbSUyEy_Bro&w=560&h=315

La prima notte di registrazioni video è stata utile, superiore alle nostre previsioni che erano, di fatto, nulle. Invece i segnali giunti ci hanno costretto a porre più attenzione alla fenomenologia degli accadimenti notturni e nelle ultime tre notti abbiamo registrato, osservato e vigilato il sito.

Da quando i giornali locali hanno diffuso le prime immagini  delle manifestazioni, seppur poco nitide e semplici, hanno procurato un notevole interesse che si è trasformato in traffico intenso con auto zeppe di curiosi. Si è dovuto, grazie al lavoro della gendarmeria locale, bloccare completamente la circolazione dei veicoli. In realtà il maggior traffico di questo “turismo” era notturno, questo stava creando forte intralcio, disturbo e inquinamento al lavoro di documentazione delle eventuali manifestazioni. Ipotizziamo, che alcuni bagliori, rumori e suoni siano proprio dovuti a tali presenze e certamente anche dopo il blocco della circolazione, nottetempo, qualcuno ha superato i controlli con lo scopo di “vedere”.

Tutti gli esercizi pubblici presenti nell’area dei monti della Bernadia hanno avuto e stanno tuttora avendo un vertiginoso aumento di richieste alle quali non riescono a dare soddisfazione. Così l’area interessata al fenomeno commerciale si allarga nel territorio con buone ricadute per tutti.

Come riferisce il prodigo Quindici, mio assistente, il grande flusso umano ha fatto emergere la produzione vinicola non ufficialmente censita e, visto il caos lungo la stretta strada che porta fino al forte, le soluzioni di “sistemazione” non proprio regolare sono state abbondanti e remunerative. Su questo tema anche Alfio, il locale alfiere nostra guida, ci dice: “Uno che conosco già dopo tre giorni di questo movimento ha dovuto partire urgentemente per la Svizzera e non per gli orologi e il cioccolato“.

Saprà lui cosa voleva dirci, noi siamo qui per la nostra indagine che sta oramai giungendo alla fine.

Consultatomi con il nostro tecnico, il signor Albedo,  sul perché fisico-scientifico di queste apparizioni, dice che sta prelevando campioni di terriccio e altri frammenti da analizzare, ma ci vuole un po’ di tempo. Per ora e per tutti, curiosi compresi, la comunicazione che diamo è che si tratti di  suggestione cronicizzata con fattori di radiazione ondulatoria capaci di coinvolgere l’entità particellare. Corre obbligo aggiungere che il mite signor Albedo ha conoscenze di meccanica quantistica, per questo è nel nostro gruppo.

Per quanto penso invece io, Vitrol, guardiamarina in servizio sulla Bernadia, da giorni ragiono su un episodio narrato da C.G. Jung che, dovendo, ma non riuscendo a leggere l’ Artis Auriferae Volumina Duo (1593),  lo lasciò da parte, per quasi due anni. Di tanto in tanto dava un’occhiata alle figure, e ogni volta pensava: “Signore Iddio, che assurdità! Non se ne capisce nulla!” Ma non se ne poteva staccare e decise d’impegnarsi più a fondo.

7 – Pesce del fortino: Il caso è chiuso   (88)*

“La creatività è quella meravigliosa capacità

di cogliere realtà tra loro distinte e disegnare

una scintilla dalla loro giustapposizione.”

   Max Ernst

Diario del guardiamarina Vitriol e del suo aiutante Quindici

febbraio 1988 – Conclusione.

Come sempre, ogni percorso giunge ad un approdo e così anche la nostra indagine sul noto pesce sul Forte del Bernadia è esaurita. Almeno per le nostre competenze e, ben volentieri, lasciamo alle tante voci locali e non ogni verità che sarà detta da qui al futuro. Così e giustamente il nostro Pesce entrerà nella leggenda e le sue storie inizieranno con un chiaro: Si dice che…

la-vestizione-della-sposa

Nel precedente rapporto abbiamo definito scientificamente il fenomeno accaduto sul forte. Fatti che potranno ancora accadere fintantoché il disegno sarà visibile sulla parete esterna. Ora, dopo gli esami al carbonio 14, anche se i muri del fortino saranno, per qualche ragione, ripristinati e il disegno del pesce sarà tolto, la sua orma latente rimarrà dentro le polveri del vecchio cemento. Significa che il pesce ritornerà.

C’ è anche un’altra considerazione, che assieme all’aiutante Quindici, da buoni marinai, abbiamo fatto. In cima al monte, a 852 metri s.l.m. ci sta solo il fortino addormentato. La vita, con i suoi paesi, la troviamo 200 metri più in basso. Ora, i fatti accaduti di cui abbiamo riferito,  hanno generato una grande curiosità che ha spinto migliaia di persone a salire, a vedere e soprattutto a sostare con vari mezzi e maniere senza preoccuparsi dell’inverno, del ghiaccio o della neve.

Certamente la fama acquisita porterà ancora molti visitatori e nel tempo, chissà. A noi piace, in silenzio condiviso, pensare ai perché capaci di spingere le persone a muoversi. Semplicemente mosse da un desiderio di sapere misterioso. E per questo si compiono azioni che non si farebbero: andare in montagna dove non ci sta niente. Eppure basta una suggestione, una comune condivisione, un’incertezza, capace di evocare miti, leggende e miracoli possibili, per “comunitariamente sentire il bisogno di andare per esserci quando ciò accade“. Certo, l’uomo ha bisogno di socializzare quando deve condividere novità. Siano esse gioiose, tragiche o, come ora, magiche, mistiche e suggestive.

Dai Quindici, questi pensieri non contano ora. Non dobbiamo fare alcun rapporto. Solo partire, salutando i nostri compagni di questa avventura. Carica pure quelle cassette di buon vino regolarmente fatturato, poi si va. Adesso ho proprio una gran voglia di tornare sulla nostra costa. Dice che le ultime piogge abbondanti hanno gonfiato l’Isonzo e il suo corpo idrico, lanciato dalle correnti, è entrato nel golfo fino a lambire Miramare. Lo si vedeva chiaramente dal colore dell’acqua torbida che avanzava nel mare. Non è mistero è solo la forza della natura.

Bene, è davvero tempo di tornare. Questa sera voglio pure salire sul faro e guardare lontano. E tu Quindici, che pensi fare?

Oh, io solo cose semplici,  un po’ di riposo e poi devo andare a Venezia, da Peggy, per La vestizione della Sposa.

* la cifra tra parentesi, accanto al titolo del brano, indica le visite ricevute dallo stesso nella versione di articolo singolo. Prima cioè dell’unione di tutti i brani – Herald Friuli, continuate a seguire le nostre cronache.
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